La mia personalissima interpretazione di AURÉLIE di Reinhard Schmid

Breezy
Jan 6, 2022 10:46AM

Per dicembre, che poi e’ diventato fine Dicembre, mi è stato chiesto di scrivere un testo sulla nuova opera di Reinhard Schmid per $Whale.

Nonostante io ami l'artista e questa sua opera, mi sono ritrovata inspiegabilmente a rimandare e rimandare.

I finali sono sempre strani. Sono singolari perché di solito corrispondono a un tempo artificiale che noi stessi abbiamo creato, come ad esempio il 31 dicembre, il calendario, la fine dell'anno e così via. Ma accettando di vivere all'interno di un gruppo di persone che condividono regole e abitudini specifiche e che chiamiamo società, in qualche modo mi ritrovo sempre a far parte di quella condizione comune per cui quando un anno finisce - almeno secondo il calendario solare - vengono alla mente determinati pensieri e si provano altrettanti sentimenti specifici (a prova della mia empatia, mi succedeva la stessa cosa quando vivevo in Cina, con il calendario lunare, e condividevo la medesima condizione con la comunità cinese).

Quest'anno, come avrete visto (o non avrete visto) dal progetto che ho curato per $Whale "THE STORY OF A REBIRTH", ho provato un senso di preoccupazione e di vuoto, come molti di noi, avendo ormai vissuto due anni difficili, due anni di isolamento e di violazione della libertà.

Ma quando è iniziato il 2022, ho improvvisamente pensato ad Aurélie e mi sono resa conto del perché finora non fossi riuscita a scrivere nulla: come avrei potuto scrivere di qualcosa di così puro e delicato, così pieno di speranza, alla fine di quest'anno appena passato?

Io amo i carillon e, se solo avessi un po' di perseveranza, ne sarei una collezionista instancabile. I carillon sono preziosi e malinconici, mi ricordano che senza il mio passato non sono nulla e che non devo eliminarlo dal mio presente. Trovo che le figure femminili di Reinhard incarnino perfettamente quella dicotomia dell’essere intrappolate nella meccanica, nei motori, nel tangibile da una parte e, dall’altra, di mantenere in qualche modo quella leggerezza, quell’eleganza che ti trasportano verso il futuro.

Aurélie è onesta, non è ornamentale, non è una falsa speranza. È genuina, autentica.

Aurélie è la verità di cui abbiamo bisogno per affrontare questo nuovo anno, una bella verità dal colore dell’oro che non ci fa dimenticare da dove veniamo e, al contempo, ci spinge a ballare fluttuando nell'aria.

"Bellezza è verità, verità bellezza".

Buon anno con Aurélie.

Eleonora Brizi

________________________________________________________

IL DIETRO LE QUINTE DI AURÉLIE

Breezy